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Blogger: cdellatore
Nome: Caterina Della Torre
Redattrice ed esperta di marketing e PR; oltre ad essere la proprietaria di www.dols.net è la Presidente di accentirosa e la coordinatrice degli eventi e delle relazioni esterne. Caterina Della Torre, nata a Bari nel 1958, sposata con una una figlia. Linguista, laureata in russo e inglese, passata al marketing ed alla comunicazione. Dopo cinque anni in Armando Testa, dove seguiva i mercati dell'Est Europa per il new business e dopo una breve esperienza in un network interazionale di pubblicità, ha iniziato a lavorare su Internet. Dopo una breve conoscenza di Webgrrls Italy, passa nel 1998 a progettare con tre socie il sito delle donne on line, dedicato a quello che le donne volevano incontrare su Internet e non trovavano ancora. L'esperienza di dol's le ha permesso di coniugare la sua esperienza di marketing, comunicazione ed anche l'aspetto linguistico (conosce l'inglese, il russo, il tedesco, il francese, lo spagnolo e altre lingue minori :)) Specializzata in pubbliche relazioni e marketing della comunicazione, si occupa di lavoro (con uno sguardo all'imprenditoria e al diritto del lavoro), solidarietà, formazione (è stata docente di webmarketing per IFOA, Galdus e Talete). Organizzatrice di eventi indirizzati ad un pubblico femminile. Redattrice e content manager per dol's, ha scritto molti degli articoli pubblicati su www.dols.net.

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giovedì, 06 luglio 2006



Quote rosa, Italia solo 48esima

Oggi ero ad un focus group sulle pari opportunità. Ed ancora ci si sta a interrogare quote rosa sì e quote rosa no..Guardate cosa ho trovato su Repubblica .Voi che ne pensate?



Caterina


E' il Rwanda in testa alla classifica
La Spagna di Zapatero è sesta, la Germania tredicesima
la Francia arriva ultima nonostante la legge che tutela le donne

di CLOTILDE VELTRI

SOLO quarantottesima. Non proprio in fondo alla classifica della presenza femminile in politica, ma a metà. Un segno di evidente arretratezza culturale per un paese come l'Italia che dovrebbe essere, a pieno titolo, una democrazia occidentale compiuta. Proprio mentre il ministro Barbara Pollastrini fa sapere che è allo studio una legge sulle quote rosa "che introduca una soglia minima almeno del 33%", come indicato per altro dalla Ue, la classifica mondiale elaborata dall'Università di Stoccolma e da International Idea (Istituto internazionale per la democrazia e l'assistenza elettorale) ci ricorda che - sul fronte delle pari opportunità in politica - siamo in ritardo. E parecchio.

Il monitoraggio - sulle quote rosa e sulla partecipazione attiva e passiva delle donne all'attività politica nei rispettivi paesi - effettuato dalle due agenzie internazionali negli stati a democrazia rappresentativa ci colloca dopo Paesi all'apparenza meno avanzati dal punto di vista della cultura politica. Ovviamente dopo Svezia, Norvegia, Danimarca, Austria e Germania. Ma anche dopo Costa Rica, Nicaragua e Mozambico. Appena prima della Repubblica Domenicana, ma dopo l'Uzbekistan.

La classifica (guarda qui tutti i risultati) - frutto di un database - è fresca di aggiornamento con i dati relativi alle elezioni parlamentari 2006 appena concluse. Certo, rispetto al 2001 - annus horribilis - siamo migliorati, e parecchio. Dopo le politiche di allora - quando vinse il centrodestra e Berlusconi diventò premier - l'Italia si trovò retrocessa al 66esimo posto. Oggi - governo Prodi e maggioranza di centrosinistra - siamo risaliti di una ventina di posizioni, ma questo lento avanzare verso una democrazia più equa nella gestione della cosa pubblica, non ci colloca ancora tra i Paesi più evoluti.



Va detto che, paradossalmente, il paese con maggiore presenza femminile in parlamento è il Rwanda con il 48,8% di donne elette (39 su 80 eletti). La nazione africana si aggiudica il podio grazie a regole rigidissime in fatto di quote rosa. Seguono a ruota la nordica Svezia (45% di deputate, 157 su 349), mentre al terzo posto della classifica si colloca un paese sudamericano, il Costa Rica, che vanta un 38,6% di donne sedute in parlamento superando la Norvegia che ha 'solo' il 37,7% di presenze femminili (64 su 169).

La Spagna di Zapatero - il premier, come si sa, ha fatto della questione femminile un punto programmatico e una priorità - oggi si garantisce in classifica un onorevolissimo sesto posto (126 parlamentari donne su 350 totali). Per trovare l'Italia, invece, bisogna scorrere molti paesi dei più diversi continenti. Le italiane sedute alla Camera dei deputati oggi sono 109 su 630 seggi disponibili, un misero 17,3%. Al Senato, se possiible, è anche peggio: 44 donne su 322 eletti (13,7%). Persino l'Iraq, percentualmente, sta meglio di noi con 70 donne elette su 275 seggi disponibili in parlamento (25,5%).

Dopo l'Italia si trovano, invece, abbastanza clamorosamente, i cugini francesi che vantano solo 70 deputate su 577 (12,1%). E questo nonostante una legislazione tesa a penalizzare finanziariamente i partiti che non garantiscono un equo accesso al parlamento. Dopo, in classifica, ci sono paesi come il Sudan, l'Ungheria, il Nepal e, ultimo, l'Egitto dove le donne in parlamento sono 9. Su 454 deputati.

postato da: cdellatore alle ore 15:13 | link | commenti
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