
Due uomini, due donne
Continua la nostra rubrica che indaga il rapporto tra i due sessi. Chi dice che al sud gli uomini non ”aiutano”?
Questa volta abbiamo intervistato due uomini del sud per scoprire che ... non è vero che non sono coadiuvanti ! E scopriamo che...continua
Dì la tua...
VIA IL BURKA! di Grazia Billio
Chiedere l'abolizione del burka ad una donna islamica in Italia è giusto?
http://www.dols.net/connection_news.php?id_micro=77&id_sub=10066&id_news=1749

Tu che ne pensi?
Per una donna felicità, non fa sempre rima con maternità dice Natalia Aspesi in una delle interviste di questo prezioso libro Perchè non abbiamo avuto figli. Dnone speciali si raccontano scritto da Paola Leonardi e Ferdinanda Vigliani (ed. Franco Angeli) sulla maternità simbolica contrapposta a quella biologica.
Abbiamo voluto intervistare una delle autrici, Paola Leonardi, per saperne di più.
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L'intervista a Francesca Contardi di Page Personell ha stimolato molte risposte:
1) Cara Caterina,
credo che alcune punti citati dalla validissima dottoressa Francesca Contardi , non rispecchino esattamente la realta'.....prendiamo per esempio la risposta alla tua domanda:
Da quale parte d'Italia vi arrivano più richieste femminili?
Tutte le offerte di lavoro, come dispone la legge, sono rivolte sia agli uomini che alle donne. Quindi, in generale, le zone dove ci sono più richieste sono quelle del Nord in cui è concentrato il maggior numero di realtà
E' vero che per legge, tutte le offerte di lavoro sono rivolte sia a uomini che a donne ma la realta' in Italia e te lo dico sia per esperienza vissuta che per diretti contatti con personale impiegatizio che lavora presso agenzie di ricerca e selezione del personale e' completamente diversa, ossia le aziende stesse richiedono che un certo tipo di profili professionali vengano ricoperti da soli uomini.
All'inizio della mia carriera ho avuto la fortuna di imbattermi in piu' di una segretaria (quindi parliamo di piu' di un posto di lavoro) che mi diceva:
"E' inutile che perdi tempo nell'inviarmi il tuo CV..qui cercano per quel ruolo uomini!!!"..faccio una piccola premessa per coloro che non mi conoscono, io sono ingegnere meccanico laureata a pieni voti in meno di sei anni (quindi con un curriculum non proprio d buttare!!!).
E oggi con sommo dispiacere noto che le cose non sono cambiate, parlando appunto con chi lavora nel settore HR mi dice che e' rimasto tutto esattamente come allora..di fatto posti di lavoro ancora per soli uomini!!
Ho poi qualche perplessita' sulle professioni che vedono le donne vincenti...ma qui il giudizio potrebbe essere molto personale e probabilmente lei avra' anche i numeri per dimostrare quanto indicato.
Non so poi perche' lei personalmente non creda che al giorno d’oggi ci sia una particolare sfida tra uomini e donne. Ci sono delle garanzie di legge in base alle quali ciascuna posizione è aperta sia agli uomini che alle donne, senza discriminazioni..si vede che non ha mai lavorato in stabilimenti produttivi o realta' tipicamente maschili...boh sara'!!!!
risposta di Francesca Contardi
Gentili amiche e donne online,
mi fa piacere aver suscitato il vostro interesse e avervi stimolato a raccontare la vostra esperienza.
Come direttore generale di Page Personnel mi sto impegnando personalmente per contribuire ad un cambiamento culturale. La legge da sola non basta, bisogna cambiare la mentalità. Concordo perfettamente con voi su questo.
Per quanto riguarda l’aderenza alla realtà io ho a che fare tutti i giorni con storie reali. Io stessa sono sposata, e come tutte le donne devo quotidianamente cercare di trovare un equilibrio tra i miei impegni lavorativi e la famiglia. Le problematiche sono sicuramente differenti ma le difficoltà sono comuni.
Sul tema di conciliare aggiornamento e maternità, capisco benissimo le difficoltà, ma ad esempio per mantenere la pratica di una lingua straniera potrebbe bastare tenere accesa la tv su canali in lingua.
Quello che voglio dire è che è preferibile un approccio sempre molto diretto: bando alle lamentele su ciò che non va e impegno serio per fare la propria parte e cambiare la situazione. Non è distacco dalla realtà e neppure tentativo di essere politically correct, ma piuttosto approccio pratico e fattivo.
Ogni giorno vedo donne che ce la fanno.
Ma bisogna individuare le opportunità, le proprie potenzialità e capire come sfruttarle. Del resto il senso pratico alle donne non manca!
Non trovate?
In bocca al lupo.
Francesca

Non è vro che....le pari opportunità in Italia avanzino.
http://www.dols.net/magazines_news.php?id_micro=68&id_sub=10073&id_news=1669
Negli ultimi 10 anni la situazione della leadership femminile in Italia non ha mostrato grandi progressi. Sorge quindi spontaneo domandarsi cosa ci si debba aspettare per il futuro.
Autorevoli fonti dicono:
1) NON E’ VERO che se cresce l'occupazione femminile tra qualche anno anche la leadership femminile aumentera'. Paesi come il Belgio, la Spagna, L'irlanda hanno tassi di occupazione piu’ elevati del nostro e una rappresentanza femminile analoga. Al contrario un paese come l’Ungheria ha un tasso di occupazione femminile simile a quello italiano e una presenza ai vertici quadrupla.
2) NON E’ VERO che lo sviluppo del terziario e dei settori piu’ femminili portera’ a una maggiore presenza di donne ai vertici. La leadership femminile e’ molto bassa in tutti i settori, e anche in quelli considerati piu’ femminili, come l’istruzione e la sanita’, raggiunge al massimo 1/3.
3) NON E’ VERO che una maggiore presenza delle donne nelle facolta’ universitarie che contano per la leadership le proietterebbe verso i vertici. L’Italia presenta gia’ oggi una percentuale di donne laureate in discipline maschili (ingegneria, costruzioni, produzione, etc) superiore rispetto alla media Europea (il 29% rispetto al 24%). Inoltre anche nelle aree disciplinari dell’economia, giurisprudenza, ingegneria e scienze politiche – ovvero il 92% delle specializzazioni dei primi CEO e Presidenti di societa’ italiane quotate – le donne risultano gia’ ben rappresentate. Proiettando gli attuali trend e in assenza di ulteriori interventi, la presenza delle donne ai vertici in Italia e’ destinata a rimanere identica.
4) NON E’ VERO che con una maggiore determinazione le donne potrebbero raggiungere obiettivi di carriera piu’ elevati. Ben il 34% delle donne europee (rispetto al 26% dei colleghi uomini) aspira, gia’ oggi, a una posizione di maggiore leadership in futuro. In verita’ il problema sta negli ostacoli concreti che le donne incontrano nel proseguimento delle loro aspirazioni.
Ad esempio, il vero freno agli avanzamenti di carriera delle donne in Italia, piu’ che i figli, e’ la mancanza di strutture di supporto alla maternita’ e il doppio carico che le donne sono costrette a sostenere lungo tutto il percorso professionale. In Italia, solo il 6% dei bambini sotto i 3 anni accede al nido (rispetto al 44% in Norvegia, al 40% della Svezia, al 26% della Francia) e le donne italiane dedicano a casa e famiglia tra il 20 e il 45% di tempo in piu’ rispetto alle colleghe di questi paesi.
Per facilitare la crescita della leadership femminile, servono, almeno tre cose: strutture e strumenti di supporto alle famiglie, politiche di gestione delle risorse improntate su logiche meritocratiche, infine un cambiamento radicale nella mentalita’ e nei comportamenti collettivi.
Tuttavia solo la combinazione di misure di concerto da aziende e sistema pubblico puo’ portare a un aumento significativo della leadership femminile. Singoli interventi hanno un’efficacia limitata, mentre un mix di interventi pubblico privati puo’ portare agrandi cambiamenti (sostegno alle famiglie, asili nido, maggiore presenza delle donne in politica, strumenti di flessibilita’, politiche di assunzione e promozione “gender neutral”).
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